LXXXIII

By Pietro Bembo

Se non fosse il penser, ch´a la mia donna

per tanta via mi porta,

sì lunge non avrei la vita scorta.

I´ miro ad or ad or nel suo bel viso,

com´io le fossi presso,

e veggo lampeggiar quel dolce riso,

che mi furò a me stesso:

ciò ne le lontananze, che sì spesso

fan la mia gioia corta,

a morte mi sottragge e riconforta.

Né men, dove ch´io vada, odo et intendo

le sue sante parole;

e ´n tanto acqueto i miei tormenti e prendo

vigor, sì come sòle

chiuso fioretto in sul matin dal sole:

fida de l´alma scorta,

e freno al duol, ch´a morte mi trasporta.