LXXXIV. PER LA MORTE DI UGO BASVILLE.

By Vincenzo Monti

Tronca lo stame di Basville e a Pluto

Ne reca avviso l'implacabil Parca:

Sprona Caronte l'indomita barca,

E l'ombra aspetta neghittoso e muto.

Passan molt'ore; ed il nocchiero irsuto

Guata steso sul remo e il ciglio inarca;

Il cerca, il chiama, e con la nave scarca

Torna all'opposto lito ond'è venuto.

Gridan Minosse e Radamanto allora:

— Colma di mille colpe era quell'alma,

E fra i dannati non è giunta ancora? —

— No, rispose Pluton confuso e tristo:

Roma che incrudelì su la sua salma,

Roma nemica a noi la rese a Cristo. —