LXXXIV

By Berardino Rota

Tu, buon signor, che del mio duol piangesti

(e fu pietà di cor gentil ben degna)

sotto la nera ed amorosa insegna

ecco ne vieni, e perditor vi resti.

O piaceri del mondo a volar presti,

o quanto invan si spera e si disegna!

Ed è pur ver si veggia e si sostegna

quel che dianzi in pensando a noia havesti!

Tal già colui che, pretiosa e cara

merce portando in mar securo e queto,

tosto la perde e si sommerge intanto:

fu nobil merce, ohimé, la bella e chiara

donna che piangi; il navigar fu lieto,

ed hor se’ tu sommerso in mar di pianto.