LXXXIV

By Domenico di Giovanni

Ventiquattro, e poi sette in sul posciaio,

Di che i tacciosi andaro a Mona Ciola,

E fecer ch'ella desse la parola,

Ch'un'Asin s'annegasse in fonte Gaio.

Mieffé Chesto sentì Bartol Seggiaio,

E disse, ei mentiran ben per la gola,

Che 'nanzi venderò 'l filo, e la stola,

Che chesta impresa lasci per danaio.

Disse poi Micheroccio, ora si vuole,

Che tu, e Cioccio andiate in consistoro,

E dica Bartolaccio quel che vuole.

Che il nostro fonte Gaio è tal tesoro,

Che lordarlo col Miccio non si suole,

Quei di Pincerna, ch'è l'ufizio loro,

Dichin senza dimoro

A quella gente, che ciascuno speccia,

E vadinlo annegare in fonte Beccia.