LXXXIV
Perché ’l tempo conduce, dà e toglie
a’ mortali ogni cosa, ognun s’ingegni
di schifar queste doglie
che patiscon costor fuor de’ lor regni:
già furno eccelsi e degni,
or da fortuna ria fatti bersaglio,
miseri e grami vivon in travaglio.
Questa giovane donna in vista mossa
con quel vecchion che giammai non si posa,
nel mondo han tanta possa
che nel albìtro loro è ogni cosa;
lieta e vita noiosa
agli animali dànno, pace e guerra,
e metton in travaglio ognun ch’è ’n terra.
Dall’oriente a dove il sol s’asconde
e dalla fredda alla piú calda parte
lor forza si diffonde,
né contr’a questi val ingegno od arte;
quante nazione isparte
erron pel mondo, n’è cagion costei,
ministra general degli altri iddèi.
Questa misera donna che vien drieto
trionfò già di questi; or derelitta
ha da tutti divieto,
onde l’antica gloria piange afflitta;
non va per la via diritta
chi lascia la prudenza pel tesoro:
col travaglio vien preda di costoro.
Quest’infelici viri travagliati
vi sieno esempio, ché per lor cagione
han perso i loro stati,
seguendo una lor vana opinione;
ma chi di sé dispone
e con prudenza ogni cosa misura,
travaglio o tempo o fortuna non cura.