LXXXIX – Lippi

By Giacomo Leopardi

Fuggì tutta la gente spaventata

A l'apparir de l'orrido spettacolo.

La piazza fu in un attimo spazzata:

Pur non vi rimase per miracolo.

Così correndo ognuno a l'impazzata,

Si fan l'un l'altro a la carriera ostacolo:

Chi dà un urton, quell'altro dà un tracollo,

Chi batte il capo, e chi si rompe il collo.

Figuriamci vedere un sacco pieno

Di zucche o di popon sopra un giumento,

Che rottasi la corda, in un baleno

Ruzzolan tutti fuor sul pavimento,

E ne l'urtarsi batton sul terreno:

Chi si percuota, e chi s'infranga drento;

Chi si sbucci in un sasso, e chi s'intrida;

Ed un altro in due parti si divida

Così fa quella razza di coniglio:

Che nel fuggir la vista di quel cocchio,

Chi si rompe la bocca, o fende un ciglio,

E chi si torce un piede, e chi un ginocchio.