LXXXIX

By Berardino Rota

Fior nato in paradiso, illustre e caro

di natura thesor concesso a noi

perché serbassi intatti i pregi suoi

contra la parca ladra e ’l fato avaro,

tutto il più peregrin, tutto il più raro

che mai fu da gli Hesperii a i liti Eoi

tu ne dai col favor de’ sughi tuoi,

che vita morte fan, dolce l’amaro.

Che brami tu ch’io di te scriva e cante?

De le tue meraviglie al mar profondo

sicuro entrar chi fia mai che si vante?

Non tacerò, ch’a null’altro secondo

ben fosti il fior di tante gratie e tante,

poiché rendesti il mio Dionigi al mondo.