LXXXIX

By Giovan Battista Nicolucci

S'ogni vista ch'io scopro è varia e nova

ovunque l'orme dei miei piedi i' stampi,

lingue, gonne, costumi, e tetti e campi,

perché il pensier in me non si rinova?

Se l'alma sempre cerca e sempre trova

quel vivo ardor degli amorosi lampi

onde convien ch'eternamente avampi?

Clima e vita mutar, lasso, che giova?

Benché fortuna lei da me divide

desio perpetuo ognor me la congiunge,

né per stato cangiar mai si recide.

Il core è trasformato in sua sostanza;

cavimi il cor (non basta ch'ella è lunge)

chi di mente vuol trarmi sua sembianza.