LXXXIX

By Giovanni Boccaccio

Poco senn'ha chi crede la Fortuna

o con prieghi o con lacrime piegare,

e molto men chi crede lei fermare

con senno, con ingegno, o arte alcuna.

Poco senn'ha chi crede atar la luna

a discorrer il ciel per suo sonare,

e molto men chi ne crede portare,

morendo, seco l'or che qui raguna.

Ma più ch'altri mi par matto colui

ch'a femina, qual vogli, il suo onore,

sua libertà e la vita commette.

Elle donne non son, ma doglia altrui,

senza pietà, senza fé, senz'amore,

liete del mal di chi più lor credette.