LXXXIX

By Pietro Bembo

Se ´l viver men che pria m´è duro e vile,

né più d´Amor mi pento esser suggetto,

né son di duol, come io solea, ricetto,

tutto questo è tuo don, sogno gentile.

Madonna più che mai tranquilla, umile,

con tai parole e ´n sì cortese affetto

mi si mostrava, e tanto altro diletto,

ch´asseguir no ´l poria lingua né stile.

– Perché – dicea – la tua vita consume?

perché pur del signor nostro ti lagni?

frena i lamenti omai, frena ´l dolore .-

E più cose altre; quando il primo lume

del giorno sparse i miei dolci guadagni,

aperti gli occhi e traviato il core.