LXXXV. IL TERRORISMO.

By Vincenzo Monti

Fingi, o scultor, di sangue umano lordo

Sovra carro di foco il genio franco:

E congiurati in vergognoso accordo

Terrore e Crudeltà gli stiano a fianco.

Ai preghi ai pianti alla pietà sia sordo

Il ferreo cor di stragi unqua non stanco:

Roti la spada il braccio destro; e ingordo

All'oro slanci e alle ruine il manco.

Sotto il piè vincitor l'iniquo prema

Giustizia e Umanità: veli sua fronte

Religione per orrore, e gema.

Ritto abbia il crine ed infocati gli occhi,

E porti in petto queste note impronte:

— Son lo sdegno di Dio: nessun mi tocchi. —