LXXXV

By Benvenuto Cellini

Questa nostr'alma che sta sempre viva,

con le mie Boschereccie e l'Aurora

givan parlando, pria che 'l carro fora

d'Apollo a 'lluminar fra noi arriva.

Cantava l'una vergognosa e schiva

del grand'Arno le lode, ancor di Flora;

giunse Nettunno, il quale ogniun l'onora,

all'alta impresa, ove ogni ben deriva.

Il fren teneva 'l Capricornio in mano;

poi un ne scelse di quella brigata,

vittorïoso sol mandava innanzi.

In punta di piè 'l Granchio ardito:–Vano

è questo tuo consiglio: sconsolata

la Scuola sta; par che gli altri ti avanzi.

Ancor tel dissi dianzi:

fa tanti buon corsier muovin del paro;

allor vedrai 'l miglior, più degno e raro.