LXXXV

By Berardino Rota

Miracol di natura a’ giorni nostri,

giovenetta ch’in rozzo ed humil borgo

bevuto hai già del bel pegaseo gorgo

l’acqua più viva, e sprezzi l’oro e gli ostri;

arte matura a non maturi inchiostri

ceda per te, cui gratie e lode io porgo;

non pon gli studi e gli anni, a quel ch’io scorgo,

far quanto tu col puro dir ne mostri.

Deh non, più non cantar di noi, ché poco

dir ne potrai; ma ben rivolgi a quella

lo stil, ch’in ciel si sta dolce mio foco.

Pensier celeste e vena alta e novella

mandar ti può dal suo beato loco

chi fu sola nel mondo honesta e bella.