LXXXV

By Domenico di Giovanni

Frati Agostini, e 'l cuoco, e la Badessa

Di pippion tronfi fanno gran micidio:

Fuggesi Borgo franco pel fastidio,

Che mena la marina al ponte a Tressa.

Sorbe, fave arrostite, e accia lessa,

Un Sere intero, e duo mezzi in dimidio,

E 'n Tedesco le Pistole d'Ovidio

Fecion innamorar la Padronessa.

Ognun si guardi dalle Brussignacche,

Rame di trombe, e carne di salsiccia,

E legname gentil da Salimbacche.

Ogni castagna in camicia, e 'n pelliccia

Scoppia, e salta pel caldo, e fa trich tracche,

Nasce in mezzo del mondo in cioppa riccia.

Secca, lessa, ed arsiccia

Si dà per frutte a desinare, e cena,

Questi sono i confetti da Babbiena.