LXXXV

By Giovan Battista Nicolucci

Né quegli che mezo arso

sostenta il monte sopra il petto sparso

sente sì duro incarco

ch'io assai più non sia carco

da la noiosa vista

di questa alpestre roccia,

i' non dirò scortese,

ma dispietata e trista,

che la natura fe' perché mi noccia.

Questa vie più m'attrista

quanto m'asconde più l'almo paese

ove al partir perdei col cor la vista.