LXXXV

By Guittone d'Arezzo

Ahi, Deo! chi vide mai donna vezata

di reo parlar, ritratto da mal arte,

come che se' meco a ragione stata?

E' veggio che del gioco non hai par te:

però parto vinciuto; e sì m'agrata,

poi sia vincente d'ogne mala parte,

non campi per ciò tu a mal usata;

ch'i non vorria di malvagìa ritrarte.

Che Dio male te dea, come se' degna,

e bollati la vita, a ciò che danno

non fosse più di tua malvagia insegna;

ché tutto vizio rio e tutto inganno

è di te nato, e tuo penser non regna

in altro, che 'n criar vergogna e danno.