LXXXV

By Lorenzo de' Medici

Se quando io son più presso al vago v¢lto

el freddo sangue si ristringe al core,

e se mi assale un sùbito pallore

io so quel ch'è che ogni virtù m'ha tolto.

Quel viso, in cui è ogni ben raccolto

pe' raggi del micante suo splendore,

sparge e diffonde del suo bel valore

nel cor che ad amar quello in tutto è vòlto.

E tanto dentro al tristo cor soggiorna,

che l'imagine finta al tutto strugge

con la presenzia sua la forma vera.

Allor quella virtù che da lei era,

qual maraviglia è se da me si fugge,

che a lei, sì come a suo principio, torna?