LXXXV

By Ludovico Leporeo

Raniero mio, dove da me volasti?

Come lasciarmi in orbità potesti?

Mentre t'unisti a l'assemblee celesti

Tu di me la miglior parte portasti.

Poi che da la mia vista t'involasti,

Egro di doglie e di pensier molesti,

Provo gli uomini irati e i cieli infesti,

Passo le notti infauste e i dì nefasti.

Da me partendo l'alma mi rapisti,

Languono i membri miei frali e scomposti,

E gli occhi abbasso lagrimosi e tristi.

Non fia giamai che da' lamenti io sosti,

Se in grembo a Dio, ove sper'io che assisti,

Non ti veda, oda, goda, e a te m'accosti.