LXXXVI (91)

By Luca Contile

Ecco la voce ch'ogni orecchia intende

e dà spavento a' tenebrosi cuori,

onde fughin da noi lunge gli errori,

poi che Cristo dal ciel lucido scende.

S'erga l'alma or, cui freddo senso offende,

e indrizzi i vivaci occhi a' chiari albori

del nuovo sol che da' terrestri umori

sollieva i spirti ove la vita splende.

Dal ciel già vien colui ch'ardito scema

l'obligo fiero, onde ciascun li renda

Per sì libero don lacrime e doglie.

E ora impetri, pria che 'l mondo trema

nel secondo apparir, grazia ch'incenda

l'anime a raffrenar l'ingorde voglie.