LXXXVI

By Torquato Tasso

Di nettare amoroso ebro la mente

io fui rapito in verde ombrosa chiostra,

e due belle d' amor guerriere in giostra

vidi con l' arme del Signor possente;

vidi ch' in dolce campo alteramente,

fatta pria di beltà leggiadra mostra,

poi movendosi incontra, ove s' inostra

la bocca si ferir di bacio ardente.

Sonar le labra e vi restaro i segni

de' colpi impressi: Amor, deh, perché a voto

tante arme e tai percosse usar da scherzo?

Provinsi in vera pugna e non si sdegni

scontro d' amante: Amor, il tuo devoto

opponi a l' una, o fra le due fa terzo.