LXXXVI
Perch’ogni ben dal ciel tutto c’è dato,
al ciel gli occhi volgete,
e la gloria vedrete
di quel ch’ha il mondo tutto soggiogato.
Fu già mortal qual noi nel vostro mondo,
ed oggi è fatto eterno:
e di virtù trionfa alto e giocondo
per l’alto suo governo,
siccome ciascun vede,
sua fama al ciel superno,
pien di giustizia, di fortezza e fede.
Così potrà ciascun sempre fiorire
che sarà giusto e retto;
e ’l nostro stato ancor potrà fruire,
che di fama è perfetto,
colle virtù ch’e’ dona,
che vi daran diletto,
acquistando la lor degna corona.
Militi suo’ seguaci tutti siamo,
che gli portiamo amore:
e però qual vedete il seguitiamo
con tanto magno onore;
e per mantener fede,
ch’è assai degno signore,
amar piú che il tesoro assai si crede.
Dunque voi che seguite il signor vostro,
amore e fede al frutto:
però dimostro abbiam l’esempio nostro,
che in noi risplende tutto,
perché vi prepariate
a cavar buon costrutto,
e le parole del signor gustiate.