LXXXVI

By Benvenuto Cellini

Nel mio più dolce sonno l'Aurora

in mezzo avea dall'una e l'altra parte

quelle due Boschereccie; con lor arte

cantavan di Nettunno e d'Arno ancora.

Tratto del mare avean quel gran Dio fuora,

e reverente a lui Ercol e Marte

Flora mostrava, la più bella parte

ch'avessi 'l mondo, qual più ch'altra onora.

–Quel più gran marmo è fatto di te degno,

e dai più eccellenti si contende:

vedrassi chi di quei fia più accorto.

Ben vedrai qual ti fa con più disegno,

forza, arte e grazia, 'l tuo valore intende;

qual vinca poi, non ti lasciar far torto–.

Con barba e sguardo storto

brandì 'l tridente, e cavagli e Tritone

fe' risentire amirabil quistione.