LXXXVII (93)

By Luca Contile

Tanti e tai frutti de le tue fatiche,

che fan ricchi i nomi e gli anni,

ben curan poco di fortuna i danni

ne le sue ruote, a le vertù nemiche.

Di sì buon seme le tue colme spiche

sono agli ingegni vita e saldi vanni,

quinci vincon di morte i fieri inganni,

alzando il volo a l'alte sfere apriche.

Rendi pur questo secolo fecondo

ch'egli in vece ti sacra eterno onore,

prima mercè di questo fragil velo.

A l'altro merto tuo fortuna e 'l mondo

non son bastanti, ch'a cristiano ardore

serva Dio la mercè copiosa in cielo.