LXXXVII

By Bernardo Pulci

Furato hai, Morte dispietata e rea,

anzi tempo del mondo il suo tesoro

che concesso n'avea dal sacro coro

per essemplo di noi la casta iddea;

mentre che la sua tela avolta avea

per tessere Imeneo sì bel lavoro,

mossa dal suo pudico concestoro,

mostrò costei quanto fra noi potea.

Né virtute o bellezza a morte vale,

né 'l sacro nome suo, simile a quella

che discaccia la notte e reca il giorno.

Trïunfa altri di lei fatta immortale,

agiugnendo nel cielo un'altra istella,

e 'l mondo piange chi l'avea già 'dorno.