LXXXVII

By Giosue Carducci

Su l'ostel di città stendardo nero

– Indietro! – dice al sole ed a l'amore:

Romba il cannone, nel silenzio fiero,

Di minuto in minuto ammonitore.

Gruppo d'antiche statue severo

Sotto i nunzi incalzantisi con l'ore

Sembra il popolo: in tutti uno il pensiero

– Perché viva la patria, oggi si muore. –

In conspetto a Danton, pallido, enorme,

Furie di donne sfilano, cacciando

Gli scalzi figli sol di rabbia armati.

Marat vede ne l'aria oscure torme

D'uomini con pugnali erti passando,

E piove sangue donde son passati.