LXXXVII

By Giovan Battista Strozzi il Vecchio

Già ne ritorna il gel l'antico veglio,

e sì stanco e sì lento

e angoscioso, che nel fido speglio

rimirandomi, anch'io tremo e pavento:

o bel verde, chi spento

t'ha sì subito? O rose, havvi chi volte

in sì gelide e folte

nevi? Spem' io nulla aggio

più d'aprile o di maggio.