LXXXVII

By Giovanni Boccaccio

S'Amor, li cui costumi già molt'anni

con sospiri infiniti provat'hai,

t'è or più grave che l'usato assai,

perché, seguendol, te medesmo inganni,

credendo trovar pace tra gli affanni?

perché da lui non ti scavresti omai?

perché nol fuggi? e forse ancor avrai,

libero, alcun riposo de' tua danni.

Non si racquista il tempo che si perde

per perder tempo, né mai lagrimare

per lagrimar restette, com'uom vede.

Bastiti ch'ad Amor il tempo verde,

misero, desti, e ora, ch'a imbiancare

cominci, di te stesso abbia mercede.