LXXXVII

By Giovanni Prati

— Va´! t´accasa nel mondo; e, del tuo fato

perché tu mai non abbia a garrir meco,

la dolce Illusion ti pongo a lato,

sia che reggia t´alberghi o angusto speco. —

Tal disse Giove a l´uom, che allegro e cieco

venne al mondo; e gli parve esser beato,

sin che la dolce larva il tenne seco

di sue candide rose incoronato.

Ma un dì le liti, il sangue e la paura

gli fûr dinanzi; e, quando egli comprese

il mistero crudel della natura,

cerchiato il fronte d´infinito affanno,

con fieri assalti di demenza, offese

l´ingannator, ma non sanò l´inganno.