LXXXVII

By Giuseppe Parini

Masin, cotesto tuo calonacaccio

che ruba i versi e l'opere stampate,

poi dice ch'egli stesso le ha inventate,

bench'ei di poetar non ne sa straccio;

oh! va, digli ch'egli è un bell'asinaccio,

vestito delle pelli che ha rubate;

ma che tu lo conosci alle ragliate:

oh! va, digliene pure in sul mostaccio!

Digli ch'e' vada tra la gente sciocca

a fare il dotto, e colla cera brusca

nomi ed aggiunti, satire gli scocca!

Ma no, ch'ogn'altro pregio un solo offusca:

dàgli soltanto il titol che gli tocca.

Sa' tu quel ch'e' vuol dire in lingua etrusca?

Va, leggila la Crusca,

e troverai che, in buona locuzione,

calonaco vuol dir propio. . . . . . .