LXXXVII

By Ludovico Leporeo

Trent'anni affanni e danni avendo esperti,

Dure ponture di roveti e mirti,

Gran soma in Roma di rancor sofferti,

Entrato in aspri scogli, urtato in sirti;

Scemo non mai di guai, di rei sconcerti,

Messi i capei canuti, irsuti, ed irti,

Calpestati sentieri austeri ed erti,

Frigidi fatti, e rigidi miei spirti;

Incontrati e provati affronti e torti

Da Neroni, Sinoni, e da Giugurti,

Assiduo stando, idolatrando in corti:

Nel mio pensier, parer vorrei ridurti,

De' cortegiani insani, e vivi e morti,

D'empi scempi gli essempi e i tempi addurti.