LXXXVII
Alma Reina, cui di questa vita,
qual ella resti, debitor mi trovo,
venirti a riverir credea; ma novo
morbo mi fere, e non mi giova aìta.
In me l'un mal un altro innova e invita
con accidenti tai, che spesso i' provo
la morte istessa e punto non mi movo,
qual si fosse da me l'alma partita.
A darmi aiuto non si trova via,
onde al fin giunto a ritrovar men volo
il sacro mio maestro ai regni suoi.
Più della morte duolmi questo solo,
che mostrarti non posso quant'i' sia
grato di tanti beneficii tuoi.