LXXXVII

By Benvenuto Cellini

sonno le notte seguente,

poi che le Boschereccie e l'Aurora

tratto dal mare avìen quel gran Dio fuora,

per la contesa che per lui si sente;

quel Capricornio, sol fra noi possente,

percosso aveva 'l Granchio, ch'egli allora

disse a quel magno Dio:–Vie più m'acuora

del tuo gran mal, ch'esserti fuor di mente–.

Col chiuso ciglio e la barba stravolta

disse a quel Granchio:–Che contendi quinci

la gloria tua?–Rispose:–Quant'io possa.

Senti le mie ragioni–. Poi, volta

benigna in me la faccia:–Se puoi, vinci:

tu pur dentro hai la carne e di fuor l'ossa.

Per travers'hai la mossa,

mordace bocche; nasci armato: solo

ha l'alto il Caprio, e tu più basso polo–.