LXXXVIII

By Ascanio Pignatelli

A te, ch' amato amai, da cui serene

Trassi già l' hore, e vita ebbi, e sostegno,

Alma felice, ahi ben contrario, e 'ndegno

Frutto d' amor, gran pianto or si conviene;

Dunque d' amaro duol torbide e piene

L' onde lor spandan gli occhi, e doglia, e sdegno

Versi verace ben, ma picciol segno,

E breve parte di perpetue pene;

Tu, che chiusa a i piacer, larga a gli affanni

Strada m' apristi, onde penose, e meste

Corra le notti e i dì la vita, e gli anni,

Queste lagrime pie, quasi funeste

Pompe raccogli, e 'n loro empia de' danni,

Ma d' amor dolce la memoria reste.