Maestro Romolo a Feo Belcari

By Feo Belcari

Solia Calïopè trar d'Elicona,

per gran saper de' laürati degni,

sì dolce e vaghe rime, ch'ogni segni

passâr sotto la figlia di Latona.

Né so se nuove Muse altra corona

ornan di novel mirto i varî ingegni,

acciò che quelle oscuri e questi insegni,

se poetando Apollo altro ragiona.

Onde, famoso spirto, chieggio quale

ragion consente che la rima sdrucciola

avanzi la süave e naturale.

E dite se scrivendo l'uso o mucciola,

però che tanto a me trattarla cale,

quanto scaldarmi al foco della lucciola.

Questa materia cucciola

schifâro i saggi, ché, lordando il terso,

una sillaba più fa lungo il verso.