Magistri Antonii Ferrariensis carmina contra civitatem Venetiarum civesque venet...
Possa che Troya dal vigor di Gretia
Fo strutta e guasta per la lor rogantia,
Non fu citade dove fusse stantia
Tanta superbia quanto fa in Venetia.
Che l'altrui senno oblia e non apretia
Fanlo per suo' danari e per infantia,
Quale è chompressa di tanta ignorantia
Che credon transmutar Jenu in Spetia.
Ma se non mutan quello loro artichulo,
Virà li suo' vani pensier in tanto schandalo
Che tra loro scenderà il divin periculo.
Or se proveda el duse d'Atha Dandolo
De non sforçare alchun grande, né picholo,
Se non che far porìan di choccha sandolo,
E volglino con lor vicini haver chonchordia
Che minor facto ha già facto dischordia.