Morte d'Avorio, al Cardinale Sforza.

By Giovambattista Marino

Signor, non m'aborrite, io son di quella

ch'è d'ogni aspro martìr sommo conforto,

d'ogni umana miseria ultimo porto,

verace imago, orribil sì, ma bella.

E se vive, e se spira, e se favella

avorio muto, e teschio essangue e smorto,

questa è virtù del nobil Fabro accorto,

anzi del vostro aspetto opra novella.

Qual suol da l'angue, ond' esce il tosco e 'l male,

uscir salute; e qual l'altrui ferita

ed apriva e chiudea lancia fatale,

tal può da la memoria in me scolpita,

ben ch'amara e pungente, ogni mortale

trar membrando la morte immortal vita.