Mosca di Battista Castello.
O Dio Miagro, o de l'alata e fosca
gente fuga e terror, strage e flagello,
cui già tempio s'eresse illustre e bello,
ben ch'oggi il secol reo non ti conosca,
dopo la Greca Musa, ecco la Thosca
che ti consacra un negro altar novello.
Guarda l'opra gentil del gran pennello
fabricator de la mirabil Mosca.
L'Ira tua fiera a' suoi riposi infesta
non la discacci; e non l'offenda o strugga
di dipinto Pavon piuma contesta.
Ed io torrò, pur che non voli o fugga,
non che i licori a quella mensa e questa,
ch'a le proprie mie vene il sangue sugga.