NELLE NOZZE DELLA PRINCIPESSA

By Giovanni Pascoli

Al chiaror de le tede nuziali

danzar con piè superbo

qui non veggo la gloria

che ghirlanda si fa degli altrui mali:

né quella pur che nella strage esulta,

e dal vulgo bel nome ha di vittoria,

scorgo agitare il brando,

dell'averno evocando

ombre oscure di principi e d'eroi

che allettino a mal far chi vien dappoi.

O Prence, mercé tua, che non provvedi

tali esempi al tuo sangue;

sì che placida sempre

s'agiterà la culla ai nuovi eredi;

né sederà l'Erinne all'origliero

formando ai figli inesorate tempre.

Essi l'orecchio e il core

schiuderanno al dolore,

né pungeranno con patrizie scede

il poverello che per Dio lor chiede.

Godete, o sposi. Là dove di campi

florida striscia s'apre

e purissimo cielo,

già, son anni, correan lividi lampi,

ed il raggio del Sole ottenebrava

della mefitic'aura il crasso velo;

e il viator che ratto

toccò la riva, a un tratto

impallidia per macerante febre,

ed era addotto in breve al dì funebre.

Ma la cara consorte e il fanciulletto,

cui grave il dubbio preme

l'alma fedele, ognora

esploravan da tacito poggetto

giù per l'aspra discesa ogni sentiero:

e spesso un lieto canto in sull'aurora

fingea pietoso inganno

al sollecito affanno:

nel putre flutto egli ingorgava intanto

senza rito benigno e senza pianto.

Indarno all'acque irresolute aperto

faticoso meandro

fu già d'idonee strade

per cenno imperial. - Ben facil merto

a chi le altrui sudate opere abbraccia

del proprio nome e il non suo dritto invade. -

Ma contro i freni insorta

si stendea l'onda morta

silenziosa pel conteso piano,

nuovi danni apportando al gregge umano.

Alessandro or le pigre acque disgombra

dal difficile lago,

ed inerme e privato

dopo tant'anni il gran concetto adombra.

Mentre gli uomini insieme urtansi in guerra

siccome li balestra oscuro fato,

e di seggi e corone

per fredda ambizione

si succia ognora al povero le vene

sotto l'onesto vel di comun bene.

Anima è rara, che del giovin core

i fremiti inquieti

sappia a gentil fiammella

scaldar di gloria e di fraterno amore.

Se virtù nuda di fastosi fregi

apprenda al cor l'insolita favella,

mille svela diletti

di sospirosi affetti;

tal che in due grate lacrime risiede

qual più ne giova desiar mercede.

Coppia gentil, cui di suo dolce spirto

amor soave informa,

io so ben che non falla

messe in gran copia d'afrodisio mirto,

né suoni o feste o luce a' tuoi sponsali.

Come intanto nebbiosa ombra s'avvalla

e fa spiraglio il sole

in tra l'ardue carole

delle raminghe nubi, io tale un riso

veggio passarvi sul commosso viso.

Forse l'amor che ambo vi tragge in mezzo

alla polve del mondo

medita vostra mente?

Forse quel vol che voi franca dal lezzo

di quest'età corrotta? I fiori forse

che sparge ai vostri piè tutta la gente?

O l'insueta calma

che inspirate nell'alma

di chi non prova al mondo altro che noia,

ed or vostra mercé s'apre alla gioia?