Neri de Carinis de Florentia purgatoris viri clarissimi carmina cuidam amico suo...
L'arco, la corda, i gravi colpi e doppi,
Con l'ardente saette, irate et empie
Dello imbindato arcier m'inghombra et empie
Sì d'amari sospir, ch'el par che schoppi,
Et qualhor cercho solverme da'groppi
Per isdoppiar mie piaghe e farle scempie,
Et e' mi fa vie' più sudar le tempie
Giungendome a martìri martir troppi.
Ond'io ho quasi ogni speranza persa
Da potere uscir mai dal suo procinto,
Et della força soa tanto perversa.
Se già tu, sottil huom di senno cinto,
Per cui il fonte Heliconico versa
Non m'insegni uscir dil laberynto.