ORA DI GRAZIA

By Guido Gozzano

Son nato ieri che mi sbigottisce

il carabo fuggente, e mi trastullo

della cetonia risopita sullo

stame, dell'erba, delle pietre lisce?

E quel velario azzurro tutto a strisce

si chiama “cielo”? E “monti” questo brullo?

Oggi il mio cuore è quello di un fanciullo,

se pur la tempia già s'impoverisce.

Non la voce così dell'Infinito,

nè mai così la verità del Tutto

sentii levando verso i cieli puri

la maschera del volto sbigottito:

“Nulla s'acquista e nulla va distrutto:

o eternità dei secoli futuri!”