Orazio Flacco.

By Giovambattista Marino

Sì, che son io, quel Cigno di Venosa,

quel celebrato Pindaro Latino,

che con vena cantai pura e vezzosa

Lalage, Lice, Lidia, e Ligurino.

Ah non sia sì difforme e vergognosa

agli occhi altrui nel colorato lino

l'effigie mia, come talor la féi

nel cristallo impudico oscena a' miei.