Orfeo, che canta e suona nel bosco di Sinibaldo Scorsa.
Canta, e 'l canto sì dolce
tempra il maestro de la Thracia cetra,
che le selve non pur lusinga e molce,
non pur rapisce e spetra
con la virtù de' ben spiegati carmi
i fiumi, i tronchi, i marmi,
non pur le Tigri e l'Orse
ferme gli stanno e mansuete appresso,
ma quell'Aspido istesso,
che 'l bianco piè de la sua Donna morse,
pentito forse, e senza tosco ed ira,
gli lambisce la lira.