Parasito.

By Giovambattista Marino

Natura, che mi désti tra i Lecconi

rabbia di Lupo, e fame da Tinaccio,

perché, capace di molti bocconi,

non darmi ancor la bocca del Boccaccio?

Ché non farmi a lo stomaco i bottoni

per votare ed empir sempre il corpaccio?

O almen per mandar la robba in giùe

di Scilla il ventre, e 'l collo de la Grùe?

Ecco, io non mangio piùe

dal dì che tracannato arrosto e lesso,

non avend'altro, divorai me stesso.

L'anima ghiotta adesso

condannata in cucina appresso il fuoco

ha de l'Inferno suo ministro il Cuoco;

e 'n così fatto luoco

assaggia ognor di Tantalo i tormenti,

poi che da masticar non ha più denti.