PARTE SECONDA
Lì tra le giovani
nuore slombate,
e tra le suocere
rintonacate;
tra diplomatiche
giubbe e rabeschi,
e croci e dondoli
ciarlataneschi;
veggo l'antitesi
di quattro o sei
eterogenei
grugni plebei.
A me che ho reproba
la fantasia
per democratica
monomania,
piacque lo scandalo
dei dommi infranti
in quel blasonico
Santo dei Santi;
ma poi ficcandomi
là tra le spinte,
mi stomacarono
tre laide grinte.
Una è crisalide
d'un quondam frate:
oggi per celia
si chiama abate;
ma non ha cherica,
non ha collare;
devoto al pentolo
più che all'altare.
Caro ai gastronomi
per dotta fame;
temuto e celebre
per fama infame,
narrando cronache
e fatterelli,
magagne e debiti
di questi e quelli;
compra se biasima,
vende se loda,
e per salario
lecca la broda.
Gratificandosi
fanciulle e spose,
gioca per comodo;
e mamme uggiose
e paralitici
irchi divaga;
ruba, fa ridere,
perde e non paga.
È l'altro un nobile
tinto d'ieri,
re cristianissimo
de' re banchieri.
Scansando il facile
prete e la scure,
già dilettavasi
di basse usure:
oggi sollecito
d'illustri prese,
sdegnando l'obolo
camaldolese,
nel nobil etere
sorse veloce,
e al paretaio
piantò la croce.
Come putredine
che lenta lenta
strugge il cadavere
che l'alimenta,
e propagandosi
dai corpi infermi
par che nel rodere
s'attacchi ai vermi;
così la rancida
muffa patricia,
da illustri costole
senza camicia
spinte dal debito
allo spedale,
s'attacca all'ordine
della cambiale;
e già ripopola
corti e casini
una colonia
di scortichini.
Di quei Lustrissimi
l'odio sommesso
lo scansa e inchinasi
nel tempo istesso;
ed ei burlandosi
d'odii e d'onori,
conta e girondola
tra i debitori.
Il terzo è un profugo,
perseguitato
peggio d'un utile
libro stampato
senza le barbare
al birro e al clero
gabelle e decime
sopra il pensiero.
Ferito a Rimini,
quest'infelice
scappò di carcere
(almen lo dice);
errò famelico,
strappato ed egro;
si sogna il boia,
ma dorme allegro.
O della patria
sinceri figli,
degni d'un secolo
che non sbadigli!
Con voi, magnanimi,
non entri in lega
chi del patibolo
si fa bottega.
Come Alcibiade
variando norme,
questo girovago
proteiforme,
trasfigurandosi,
tende la rete;
a Londra è un esule,
a Roma è prete.
Briaco a tavola
co' ciambellani,
ai re fa brindisi
oggi; domani
vien meco, e recita
O Italia mia!
Le birbe inventano
che fa la spia.