PATUIT DEA

By Giovanni Pascoli

Nell'aulente pineta le cicale

frinivano. Correa per il terreno

un non so qual baleno

d'orme guizzanti al suon del maestrale.

Ma quando ella v'apparve, ecco il rumore

e il tornear ristette:

molleggiò sulle vette

sospeso degli arguti pini il vento.

Né ronzar api alle purpuree more,

né zillar cavallette,

né, simili a saette,

schizzar ramarri nel silenzio intento;

s'udì sol l'affannato empito lento

delle ondate alla spiaggia cianciuglianti,

e su da' palpitanti

vepri un lieve pel cielo frullar d'ale.

Tra il verde apparve più che cosa umana

a riguardarsi bella;

che poi che mosse isnella

sfavillando da' neri occhi desìo,

i pini dondolaronosi piana-

mente gemendo, e in quella

nelle tremule ombrella

tutto fu zirlo, frascheggio, ronzìo.

Riscossi i venti del fugace oblìo

respiraron con fremito sonoro,

ed alta il mar su loro

sollevò la sua voce trionfale.