Per il Giorno delle Ceneri

By Giacomo Leopardi

Allorchè su' la fronte

La cennere mi asperse

La sacra man scoperse

La mia fragilità.

Mi rammentò che presto

Questa mia spoglia frale,

Passibile, e mortale

In cenere sarà.

La formidabil voce

Con nuova sì funesta

Sento, che in sen mi desta

Un gelido timor.

E vò pensando intanto

Al misero mio stato

Del tempo che ho passato

Cadendo in ogni error.

Se così brevi sono

I dì del viver mio,

Nè trattener poss'io

Di morte il fiero stral;

Nò ch'aspettar non voglio,

Che giunga all'improvviso

Mi giova il grande avviso

Per cura del mio mal.

Forse di questa notte

Io non vedrò l'aurora,

Di questo giorno ancora

La notte io non vedrò.

Mi stia dunque in pensiero,

Ch'ho da morire adesso

Perchè morendo spesso

Meglio morir saprò.

Dal grave suo letargo

Si svegli l'alma, e senta

Quel nome, che spaventa,

E che mai fin non ha.

Pensi a quel mal, che teme,

Ed a quel ben, che brama

Pensi che a sè la chiama

La grande eternità.

De' tuoi maggiori affanni

Se questi i giorni sono,

Son giorni di perdono,

Amato Redentor.

Abbraccio la tua Croce,

E piango i falli miei

Pentirmi più vorrei,

Accetta il mio dolor.

Fa che di morte in braccio

Non cada impenitente,

Ma che vieppiù dolente

Io spiri in seno a te.

Fa, che governi l'alma

Il santo tuo Timore,

E il tuo Divino Amore

Non parta mai da me.