Per le nozze de' Signor Gio. Francesco Cantelli e Clelia Prati.
Amor, non tu, che con lascivi ardori,
La ragione adombrando, il senso accendi,
Che dolce uccidi e dilettando offendi,
E, per prezzo al morir, lo strale indori;
Ma tu, che de le menti ai ciechi orrori
Con l'ardor di tua face il lume rendi,
E ch'ordisci catene e lacci tendi
Per accoppiar, più che le membra, i cori;
Strigni il nodo celeste, onde congiunti
Sien duo cori in un'alma, e chiara prole,
Quasi aurora dal Sole, al mondo spunti.
Già regni e glorie il Ciel promette, e vuole
Che gli Scettri di Giove, al Sole aggiunti,
Regni aggiungano a regni, e soli al sole.