PER L'ILLUSTRISSIMO ED ECCELLENTISSIMO SIGNOR DON FERRANTE GONZAGA, PRENCIPE DI ...
Con suo strano stupore
La forte Dea de l'arti
Mirò nel gran Ferrante
Virtù sì rare, e tante:
Scorse il guerrier valore,
Vide il suo invitto core,
E lui cigno immortale,
Spiegar cantando, a eterna gloria l'ale;
Onde, meravigliando, in terra fisse
Le stanche luci, e disse:
Or qual degg'io chiamarte:
Musico Apollo, o valoroso Marte?
Che se tua spada alcun di vita priva,
La tua canora cetra indi l'avviva.