PER L'INFERMITÀ DELL'ILLUSTRISSIMO E REVERENDISSIMO MONSIGNOR DON FELICE NOVELLI...
Da l'empio ardente foco,
Ch'un'alta febre accese,
Eran le membra al gran Felice offese.
Ma in quelle fiamme allor, come al Ciel piacque,
Affinossi sua vita, ed ei rinacque.
Ben può nomarsi, e con raggion Felice.
Ma Felice dirollo, o pur Fenice?