Per una donna, mentre vedeva il suo vago che giuocava a palla
Ecco ch'Amor novello un arco stringe,
Onde scherza, ond'impiaga ogn'alma errante,
Mentre l'orbe volubile e volante
Con percosse iterate avventa e spinge.
Or s'inoltra, or s'arretra, or si ristringe,
Gira di qua, di là la man, le piante;
E la chioma dorata e 'l bel sembiante
S'imperla di sudor, d'ostro si tinge.
Quell'arco, arco è d'Amor, la palla è il dardo,
Sento ben io la piaga aspra e pungente,
E, se scherza la man, fulmina il guardo.
Colà ratto il mio cor vola sovente,
E de la mano ond'io mi struggo ed ardo,
Fatto palla animata, i colpi sente.